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Tubecentron Niu Girl
Questa splendida miniatura monopodiale è un vero gioiello per qualsiasi collezionista. È un ibrido a crescita molto lenta, di dimensioni piccolissime: le sue foglioline raggiungono al massimo 4 cm in lunghezza, e i fiori 2 cm in diametro. Oggi parleremo delle condizioni necessarie per il suo benessere.
Cattleya amethystoglossa
Originaria del Brasile, questa specie è una delle Cattleye più grandi in dimensioni: in natura i suoi pseudobulbi raggiungono 1 metro in altezza. In coltivazione di solito è più piccola, fino a 60-80 cm. È bifogliata (raramente trifogliata), le foglie sono lunghe fino a 25 cm. Le sue fioriture sono un vero spettacolo, perché ogni infiorescenza porta fino a 30 fiori profumati di 10 cm in diametro. In natura la Cattleya amethystoglossa cresce nelle zone umide e calde in alto sugli alberi o rocce, esposta al sole diretto, ad un’altitudine di 0-600 metri. Il suo habitat naturale sta scomparendo da anni a causa dell’agricoltura intensiva e al fatto che i boschi costali vengono distrutti per ottenere legname.
Ceratostylis retisquama (rubra)
La Ceratostylis retisquama (conosciuta anche come Ceratostylis rubra) è originaria delle Filippine. Il suo habitat naturale sono gli alberi nelle zone esposte al sole ad un’altitudine di 0-500 metri. È una specie simpodiale di piccole dimensioni, composta di rosette al posto degli pseudobulbi. Le nuove rosette si formano sui rizomi, la cui lunghezza dipende dall’intensità di luce: più forte è la luce e meno lungo è il rizoma, quindi la pianta è più compatta. Le foglioline sono abbastanza sottili, lunghe fino a 14 cm, ogni rosetta in genere ne ha da 6 a 20.
Aerangis punctata
Cattleya schilleriana
Questa fantastica specie brasiliana di piccole dimensioni è un vero must-have per tutti gli amanti del genere Cattleya. Ci regala le fioriture stupende e non presenta problemi in coltivazione. In natura cresce come epifita o litofita sugli alberi o rocce lungo i fiumi ad un’altitudine di 200-800 metri. È una specie bifogliata, i suoi pseudobulbi raggiungono fino a 14-15 cm, mentre le foglie arrivano a 10 cm in lunghezza.
Cattleya gaskelliana
La Cattleya gaskelliana è una delle Cattleye botaniche più gratificanti per ogni orchidofilo, grazie alle sue fioriture abbastanza facili da ottenere e la sua facilità di coltivazione. Proviene dalla Colombia e dal Venezuela, dove cresce sugli alberi o, più raramente, sulle rocce, quasi sempre esposta al sole, ad un’altitudine di 700-1000 metri. È una specie unifogliata, le foglie arrivano a 24 cm in lunghezza. Le infiorescenze si sviluppano all’interno delle spate in punta allo pseudobulbo, i suoi bellissimi fiori sono profumati.
Euanthe / Vanda sanderiana
Questa specie è molto conosciuta come la Vanda sanderiana, che le era stato dato da Reichenbach nel 1882. Nel 1914 Rudolf Schlechter ha diviso il genere Euanthe dalle Vanda a causa delle differenze strutturali nei fiori, comunque la specie rimane registrata anche sotto il nome Vanda (confusioni tassonomiche!). La Euanthe sanderiana è endemica dell’isola filippina di Mindanao, dove cresce sugli alberi nelle zone costiere, quasi sempre esposta al sole diretto, ad un’altitudine di 0-500 metri. È monopodiale, di grandi dimensioni: il suo fusto può tranquillamente arrivare a 100-120 cm in lunghezza. In genere gli esemplari iniziano le fioriture solo dopo aver raggiunto la lunghezza di 30 cm.
Paphiopedilum Maudiae
(Paphiopedilum callosum x Paphiopedilum lawrenceanum)
La Paphiopedilum Maudiae è un ibrido molto diffuso in coltivazione. La sua forma principale (la Paph. Maudiae) presenta i fiori bianco-verdi, mentre la forma Paph. Maudiae Vinicolor ha i fiori color viola scuro, che alle volte sembra quasi nero. In coltivazione entrambe le varietà necessitano delle stesse condizioni e non presentano alcuna difficoltà.
Le foglie sono macchiate, di dimensioni medio-piccole, arrivano a 15-18 cm in lunghezza. I fiori sono abbastanza grandi rispetto alle dimensioni della pianta e possono raggiungere 12 cm in diametro.
Paphiopedilum armeniacum
Dopo una lunga pausa ricomincio con le pubblicazioni. 🙂 Oggi parliamo di una delle specie più curiose del genere Paphiopedilum: la Paphiopedilum armeniacum. Questa specie, proveniente dalla provincia di Yunnan, Cina, è stata descritta relativamente poco tempo fa, nel 1982. In natura si trova sulle rocce, spesso su quelle calcaree, nelle foreste lungo i fiumi (in particolare il fiume Nujiang) ad un’altitudine di 800-2000 metri. È un’orchidea molto appariscente per quanto riguarda la sua fioritura: nonostante le dimensioni contenute della pianta (le foglie arrivano a 10-15 cm in lunghezza), il fiore color giallo acceso ha 7-8 cm in diametro. Ha anche un modo di crescere molto curioso che assomiglia un po’ a quello delle fragole: produce i getti nuovi sia direttamente dalla base della pianta madre, sia in punta di un rizoma che può essere lungo fino a 15 cm.
Chiloschista usneoides
Il genere Chiloschista raggruppa le specie monopodiali molto curiose per quanto riguarda il loro modo di sviluppo: per la maggior parte della loro vita sono afille (senza foglie), sviluppando 1 o 2 foglioline sottili solo nel periodo di crescita attiva d’estate, quando i livelli d’umidità sono alti. Dopo alcuni mesi le foglioline cadono. Per il resto del tempo le piante sono ammassi di radici con un cortissimo stelo al centro. Le radici svolgono un ruolo molto importante nella vita di queste orchidee: è proprio lì che avviene la fotosintesi e si accumulano le sostanze nutritive.
La Chiloschista usneoides è originaria dell’Himalaya orientali, occidentali e settentrionali, ma si trova anche in Tailandia. È una specie epifita, occasionalmente anche litofita, di piccole dimensioni, che cresce nei boschi sugli alberi oppure sulle rocce ad un’altitudine di 1600-1700 metri. Ha la struttura simile alle altre specie del suo genere: è un nodo di radici carnose, nel periodo primaverile-estivo si possono (ma non sempre) sviluppare 1 o 2 foglioline sottili dal piccolo stelino al centro. Dallo stesso stelino si sviluppano anche le infiorescenze.
