Archivi categoria: Principianti

Perlite

PerliteOggi parliamo di un componente molto importante di substrati: la perlite. La perlite è ottenuta dalla roccia vulcanica sottoposta a vari processi termici, che ne provocano l’espansione. Come risultato si ottengono chicchi leggeri e fragili, ideali per far parte dei substrati per tutte le piante. La perlite è un materiale inerte (non modifica le reazioni chimiche all’interno del substrato) e minerale (non contiene particelle organiche).

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Corteccia

CortecciaTutti sappiamo che la corteccia di pino è il componente principale di quasi tutti i substrati impiegati per le orchidee epifite e semi-terrestri. È il materiale ideale per garantire l’accesso dell’aria alle radici delle piante. Ma non sempre sappiamo le particolarità di questo materiale e come bisogna sceglierlo per ottenere i risultati migliori nella coltivazione.

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Sfagno

SphagnumÈ arrivato il periodo di trapianti delle nostre orchidee, ed è un buon momento per parlare dei substrati. 🙂 Oggi diamo attenzione allo sfagno, che da tempo si utilizza come uno dei substrati principali nel campo dell’orchidofilia. Lo sfagno (Sphagnum) è un muschio molto lungo e leggero, che cresce nelle paludi. Preferisce i climi temperati, con giorni e notti fresche, perciò in Italia si trova solo in alcune zone di montagna.

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Quanta luce serve alle orchidee

orchidee_finestraQuando decidiamo di dedicarci alla coltivazione di orchidee in casa, la prima domanda da porsi è: che condizioni ha la casa, e cosa bisogna fare per avvicinarle alle condizioni accettabili per queste delicate piante? Uno dei valori principali per il benessere delle orchidee è l’intensità di luce. È molto importante sapere che quella che sembra “una luce buona” per l’occhio umano non lo è per le piante: loro hanno bisogno di un certo spettro di luce e una certa intensità per riuscire a catturare l’energia del sole e fare la fotosintesi.

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Perchè l’acqua è così importante

Come tutte le piante, le orchidee utilizzano l’acqua con sostanze nutritive dissolte come fonte di nutrizione indispensabile per la crescita. L’acqua viene assorbita dalle radici e portata alle foglie dove, durante la fotosintesi, assieme all’energia della luce solare partecipa in certe reazioni chimiche, in cui vengono prodotti il glucosio, le proteine e altri elementi che costituiscono le nuove cellule. Vediamo come accade.

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A cosa serve l’umidità d’aria

L’umidità d’aria sufficientemente alta è indispensabile per la crescita di orchidee: solo grazie a lei avviene la “respirazione” di queste meravigliose piante. Ogni foglia ospita migliaia di piccoli pori (come la pelle umana), adibiti allo scambio di gas. Quelli che si trovano sulla parte inferiore della foglia assorbono l’aria e l’umidità, quelli sulla parte superiore le espellono. Adesso guardiamo cosa succede con l’umidità d’aria troppo bassa.

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Di cosa è composta un’orchidea

Le orchidee sono composte da:

– radici;

– fusto con foglie;

– fiori.

 Tutti questi elementi sono indispensabili per la crescita e riproduzione di orchidee, e tutti hanno le loro particolarità in paragone con quelli di altre piante, grazie ad un incredibile meccanismo di adattamento che hanno le orchidee.

Le radici

A seconda del substrato sul quale crescono, le orchidee si suddividono in quattro gruppi:

– orchidee epifite: crescono sugli alberi. Le loro radici si appiccicano alla corteccia (ma non ci entrano dentro, le orchidee non sono piante parassite e non si nutrono degli alberi su quali crescono!) e le danno sostegno,

– orchidee litofite: crescono sulle rocce. Sono uguali al gruppo precedente, ma al posto di alberi hanno rocce e sassi,

– orchidee semi-terrestri: crescono sui detriti organici (foglie e rami caduti, erba secca, etc)

– orchidee terrestri: crescono nella terra.

Le radici di orchidee epifite / litofite sono molto diverse da quelle di orchidee semi-terrestri / terrestri. Sono composte da cinque strati, come si vede nella foto.

Radice

1. Velamen. È uno strato superficiale permeabile, che permette alla pianta di assorbire l’acqua sia dall’atmosfera, sia dal contatto diretto con le gocce. È composto da cellule morte e vuote, e la sua funzione assomiglia a quella di una spugna: al contatto con l’umidità le membrane delle sue cellule si gonfiano e assorbono l’acqua, che poi fanno passare tramite i capillari verso gli strati interni della radice. Lo spessore del velamen dipende dalla specie: in alcune può arrivare a 17-19 cellule, in altre è molto sottile, 3-6 cellule.

Velamen

2. Esoderma. Ha due tipi di cellule: lunghe e corte. Quelle corte fanno passare l’acqua all’interno.

3. Corteccia. La corteccia radicale di orchidee epifite / litofite contiene i cloroplasti che conducono la fotosintesi. Quando la radice, se umida, assume la colorazione verde, è perché i cloroplasti cominciano ad intravedersi.

4. Endoderma. È uno strato costituito da cellule con proprietà impermeabili, responsabile del controllo di sostanze e fluidi che entrano nel cilindro centrale. È indispensabile per evitare che il sistema di conduzione venga invaso da liquidi eccessivi o non appropriati.

5. Cilindro centrale. Porta sostanze nutritive alle foglie e fiori.

Le radici di orchidee semi-terrestri / terrestri sono caratterizzati da uno strato sottilissimo del velamen (1 cellula), dalla presenza dei peli radicali che assorbono l’acqua e i nutrimenti dal substrato, e dall’assenza dei cloroplasti all’interno della radice (quindi non conducono la fotosintesi).

 

Le foglie

A seconda del tipo di crescita del fusto, un’orchidea può essere:

– monopodiale: ha il fusto centrale, dal cui apice crescono durante tutta la loro vita. Le foglie si formano alternativamente su entrambi i lati del fusto. Questo tipo di crescita è tipico delle Phalaenopsis, le Vande, le Aerangis, ecc,

– simpodiale: il suo ciclo vegetale consiste nella formazione di vegetazione nuova dalla base di quella precedente. I getti nuovi, che si chiamano pseudobulbi, maturano, fioriscono e poi danno vita ai nuovi getti generandoli dalla propria base. Le Dendrobium, le Paphiopedilum, le Masdevallie, ecc., crescono in questo modo.

Crescita

Mentre tante specie di orchidee sono piante sempreverdi, alcune sono decidue, ed ogni autunno perdono le foglie. È importante sapere che tipo di sviluppo e di ciclo vegetale hanno le specie del nostro interesse, per poter giudicare bene sul benessere delle piante.

 

I fiori

I fiori di orchidee sono gli organi centrali di riproduzione: dopo l’impollinazione si trasformano in capsule piene di semi, che si aprono appena raggiunte la maturità. Sulla foto si può vedere di cosa è composto un fiore di orchidea.

Phal_flower

Naturalmente, con più di 30000 specie di orchidee, c’è una grande variazione per quanto riguarda le forme e le dimensioni dei fiori; ma gli elementi dei fiori sono sempre quelli: può solo variare il loro numero, la loro forma e la loro posizione.

Concimare un’orchidea

IMG_7543La vegetazione di tutte le orchidee (come anche quella di altre piante) dipende da: acqua, luce e sostanze nutritive, tra cui le più importanti sono azoto, fosforo e potassio. Essendo coltivate in vaso o a radice nuda in uno spazio limitato, le orchidee ne risentono la mancanza, e quindi il nostro compito è quello di somministrare queste sostanze alle nostre piante, permettendole di svilupparsi al massimo e rimanere forti e vigorose.

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