Archivio mensile:aprile 2014

Cymbidium atropurpureum

Questa imponente specie è originaria del sud-est asiatico, nello specifico della Thailandia, della Malaysia, di Sumatra, del Borneo e delle Filippine. Cresce ad un’altitudine di 10-1200 metri come un’orchidea terrestre (con le radici che vanno negli accumuli delle foglie e rametti sulla terra) oppure litofita (appiccicandosi alle rocce e penetrando le spaccature della superficie). È una delle Cymbidium di facile coltivazione e non presenta nessuna difficoltà.

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Paphiopedilum sukhakulii

È una Paphiopedilum davvero particolare: il suo fiore arriva ad avere 14 cm di larghezza, mentre le dimensioni della pianta sono molto contenute: le sue foglie hanno solo fino a 13 cm di lunghezza. È endemica del Phu Luang, la zona montuosa della Tailandia nord-orientale, dove cresce ad un’altitudine di 240-1000 metri. Come tutte le altre Paphiopedilum, questa specie è un’orchidea simpodiale semi-terrestre; nel suo habitat naturale cresce sulla (ma non nella) terra sotto gli alberi, spesso lungo i fiumi.

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Aerangis verdickii

La Aerangis verdickii è una specie monopodiale africana, proveniente da Angola, Zaire, Ruanda, Mozambico, Tanzania, Zimbabwe, Sud Africa, Malawi e Zambia. Cresce in alto sugli alberi nei boschi, abbastanza esposta alla luce; in natura occasionalmente si trova anche sulle rocce, ma in coltivazione non è litofita. Come quelli di tutte le specie del genere Aerangis, i suoi graziosi fiori bianchi hanno gli speroni lunghi, che contengono il nettare, e sono profumati.

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Come mettere a riposo un’orchidea

Per molte specie il periodo di riposo non è solo l’unica stimolazione della loro fioritura, ma anche l’elemento chiave per il loro benessere, senza di cui la pianta deperisce nel giro di pochi anni. Il periodo di riposo segue quello della crescita, e avviene durante i mesi invernali, quando nell’habitat delle orchidee le condizioni non sono favorevoli. In questo articolo analizzeremo cosa succede in natura, come vengono influenzate le orchidee, e come prepararle per il riposo.

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Come innalzare l’umidità dell’aria

L’umidità dell’aria è uno degli elementi chiave per lo sviluppo regolare delle orchidee. È proprio lei che aiuta le nostre piante a “respirare” nel modo adeguato: se è troppo bassa, le foglie delle orchidee evaporano più acqua di quella che riescono a prendere, e alla fine si seccano. In natura l’umidità dell’aria è strettamente collegata alla vicinanza di fonti d’acqua (fiumi, ruscelli, laghi) e la presenza di nebbie e rugiade. All’interno delle nostre case l’ambiente è tendenzialmente più secco, e se vogliamo coltivare le orchidee con successo, bisogna sapere alcuni piccoli trucchi per aiutarci a risolvere la questione dell’umidità troppo bassa. 🙂

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Coryanthes macrantha

Il genere Coryanthes di sicuro non può essere confuso con un altro tipo di orchidee: i fiori hanno una forma tutta loro, e assomigliano agli uccelli che si sono appena posati sull’acqua. Oggi parliamo della Coryanthes macrantha, una specie abbastanza facile da coltivare nonché sempre affascinante. È originaria del Centro e Sud America (Brasile, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela), ma si trova anche in Tailandia. Il suo habitat naturale sono le foreste umide, dove lei cresce sugli alberi ad un’altitudine non superiore a 250 metri. È una specie simpodiale, abbastanza grande (le foglie arrivano a 40 cm in lunghezza), forma ammassi grandi con i suoi pseudobulbi e radici. In natura sono un posto preferito per le formiche dove fanno i loro nidi, le quali ricambiano dando alla pianta la protezione contro i parassiti. Questa simbiosi ha portato la Coryanthes macrantha a prediligere i substrati acidi in coltivazione.

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Angraecum eburneum

Questa imponente specie africana è facilmente riconoscibile grazie ai suoi fiori che hanno la forma in un piccolo polipo, con un lungo sperone pieno di nettare, che verso le ore notturne cominciano a profumare. Proviene dalle foreste dense e umide del Madagascar orientale, dell’Africa orientale (Kenia e Tanzania) e da alcune isole dell’oceano Indiano occidentale (le Mascarene, le Comore, il Zanzibar). Cresce sulle punte degli alberi al di sotto di 750 metri di altitudine. Pur avendo uno sviluppo monopodiale, forma comunque ammassi notevoli, producendo getti laterali.

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Euchile mariae

La Euchile mariae é una specie a fioriture stupende, endemica del Messico nord-occidentale, dove cresce nei boschi montani di querce ad un’altitudine di 1000-1200 metri. L’ambiente da cui proviene, anche se ci sono nebbie regolari, é comunque abbastanza asciutto; quindi l’errore più comune che si commette in coltivazione é quello di annaffiarla troppo. La Euchile mariae ha lo sviluppo simpodiale, ed é una specie semi-decidua, cioè, la maggior parte dei suoi pseudobulbi vecchi perdono le foglie in inverno.

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Gastrochilus bellinus

 gastrochilus_bellinus01Le specie del genere Gastrochilus sono molto gradite nelle collezioni, perché hanno delle bellissime fioriture, non sono difficili da coltivare, ed essendo monopodiali, hanno le dimensioni abbastanza contenute. Oggi parliamo della Gastrochilus bellinus, la specie proveniente dalla Tailandia, Birmania, Cina meridionale e Laos. Questa specie si trova nei boschi montani, cresce sugli alberi ad un’altitudine di 600-1700 metri, ed è nota per i suoi fiori profumati.

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Come effettuare le vaporizzazioni

Le vaporizzazioni in genere portano molti benefici alle orchidee: 1) innalzano l’umidità dell’aria e le aiutano a “respirare”, perché i pori delle foglie si aprono solo quando l’umidità è superiore ai 50-60% (per alcune specie addirittura 70%); 2) facilitano l’idratazione delle foglie; 3) aiutano le orchidee a sopportare le temperature elevate, etc. L’argomento di come effettuarle non è però solo la questione di prendere un vaporizzatore e usarlo tutti i giorni: bisogna sapere in che modo vaporizzare le orchidee, quando, con quale acqua, ed alcune altre particolarità.

 

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