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Dendrobium del tipo phalaenopsis
Attualmente esistono moltissimi ibridi creati sulla base della Dendrobium biggibum (syn. phalaenopsis). La Dendrobium gibbibum è molto più conosciuta come la Dendrobium phalaenopsis, e per questo motivo i suoi ibridi appartengono al gruppo che si chiama “Dendrobium del tipo phalaenopsis”. Il gruppo è molto vario per quanto riguarda l’aspetto, le dimensioni, i colori, etc.: al suo interno si trovano gli ibridi che sono molto diversi gli uni dagli altri. Comunque tutti loro hanno bisogno di condizioni simili per crescere bene e fiorire, e che saranno descritte in questo articolo.
Cattleya aclandiae
È una bellissima specie brasiliana, endemica dello stato brasiliano di Bahia. Ha le dimensioni molto contenute (al massimo arriva a 20 cm in altezza) ed è adattissima ai coltivatori che non dispongono di molto spazio per la sua collezione. In natura cresce nelle zone costali costantemente esposte alle brezze dall’oceano, ad un’altitudine di 100-400 metri. I suoi fiori sono non solo belli ma anche profumati.
Pleione limprichtii
È una delle Pleioni più resistenti al freddo; per un breve periodo sopporta le temperature fino a -2°C (ma è sempre meglio non rischiare e non sottoporla a questo stress). Proveniene dalla provincia di Sichuan, Cina, dove cresce nelle zone montuose ad un’altitudine di 2000-2500 metri. È di facile coltivazione, ed è un vero gioiello per ogni collezione.
Psychopsis papilio
È una specie sudamericana, particolarmente nota per il suo fiore grande e della forma insolita e graziosa. I paesi originari sono il Trinidad, la Venezuela, il Perù, la Colombia e l’Ecuador. Cresce come epifita sugli alberi nei boschi densi e alti di mezza-montagna ad un’altitudine di 800-1200 metri. Essendo simpodiale, ogni stagione produce i pseudobulbi nuovi che fioriranno nella prossima stagione.
Cymbidium atropurpureum
Questa imponente specie è originaria del sud-est asiatico, nello specifico della Thailandia, della Malaysia, di Sumatra, del Borneo e delle Filippine. Cresce ad un’altitudine di 10-1200 metri come un’orchidea terrestre (con le radici che vanno negli accumuli delle foglie e rametti sulla terra) oppure litofita (appiccicandosi alle rocce e penetrando le spaccature della superficie). È una delle Cymbidium di facile coltivazione e non presenta nessuna difficoltà.
Paphiopedilum sukhakulii
È una Paphiopedilum davvero particolare: il suo fiore arriva ad avere 14 cm di larghezza, mentre le dimensioni della pianta sono molto contenute: le sue foglie hanno solo fino a 13 cm di lunghezza. È endemica del Phu Luang, la zona montuosa della Tailandia nord-orientale, dove cresce ad un’altitudine di 240-1000 metri. Come tutte le altre Paphiopedilum, questa specie è un’orchidea simpodiale semi-terrestre; nel suo habitat naturale cresce sulla (ma non nella) terra sotto gli alberi, spesso lungo i fiumi.
Aerangis verdickii
La Aerangis verdickii è una specie monopodiale africana, proveniente da Angola, Zaire, Ruanda, Mozambico, Tanzania, Zimbabwe, Sud Africa, Malawi e Zambia. Cresce in alto sugli alberi nei boschi, abbastanza esposta alla luce; in natura occasionalmente si trova anche sulle rocce, ma in coltivazione non è litofita. Come quelli di tutte le specie del genere Aerangis, i suoi graziosi fiori bianchi hanno gli speroni lunghi, che contengono il nettare, e sono profumati.
Come innalzare l’umidità dell’aria
L’umidità dell’aria è uno degli elementi chiave per lo sviluppo regolare delle orchidee. È proprio lei che aiuta le nostre piante a “respirare” nel modo adeguato: se è troppo bassa, le foglie delle orchidee evaporano più acqua di quella che riescono a prendere, e alla fine si seccano. In natura l’umidità dell’aria è strettamente collegata alla vicinanza di fonti d’acqua (fiumi, ruscelli, laghi) e la presenza di nebbie e rugiade. All’interno delle nostre case l’ambiente è tendenzialmente più secco, e se vogliamo coltivare le orchidee con successo, bisogna sapere alcuni piccoli trucchi per aiutarci a risolvere la questione dell’umidità troppo bassa. 🙂
Coryanthes macrantha
Il genere Coryanthes di sicuro non può essere confuso con un altro tipo di orchidee: i fiori hanno una forma tutta loro, e assomigliano agli uccelli che si sono appena posati sull’acqua. Oggi parliamo della Coryanthes macrantha, una specie abbastanza facile da coltivare nonché sempre affascinante. È originaria del Centro e Sud America (Brasile, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela), ma si trova anche in Tailandia. Il suo habitat naturale sono le foreste umide, dove lei cresce sugli alberi ad un’altitudine non superiore a 250 metri. È una specie simpodiale, abbastanza grande (le foglie arrivano a 40 cm in lunghezza), forma ammassi grandi con i suoi pseudobulbi e radici. In natura sono un posto preferito per le formiche dove fanno i loro nidi, le quali ricambiano dando alla pianta la protezione contro i parassiti. Questa simbiosi ha portato la Coryanthes macrantha a prediligere i substrati acidi in coltivazione.
Angraecum eburneum
Questa imponente specie africana è facilmente riconoscibile grazie ai suoi fiori che hanno la forma in un piccolo polipo, con un lungo sperone pieno di nettare, che verso le ore notturne cominciano a profumare. Proviene dalle foreste dense e umide del Madagascar orientale, dell’Africa orientale (Kenia e Tanzania) e da alcune isole dell’oceano Indiano occidentale (le Mascarene, le Comore, il Zanzibar). Cresce sulle punte degli alberi al di sotto di 750 metri di altitudine. Pur avendo uno sviluppo monopodiale, forma comunque ammassi notevoli, producendo getti laterali.