Archivio dell'autore: Kateryna
Catasetum incurvum
È proveniente dal Perù; alcuni esemplari sono anche stati trovati in Ecuador e in Brasile. Cresce in foreste tropicali in zone luminose, esposte al sole, ad un’altitudine di 100-1700 metri. È una specie abbastanza grande; gli pseudobulbi possono raggiungere 25 cm in altezza, e le foglie 45. È abbastanza rara in commercio e in coltivazione, il ché è un vero peccato visto quanto è appariscente. Come in tutte le Catasetum, i fiori possono essere maschili o femminili, a seconda delle condizioni di coltivazione.
Prima di procedere al resto dell’articolo, è importante leggere i dettagli sul genere Catasetum.
Perchè l’acqua è così importante
Come tutte le piante, le orchidee utilizzano l’acqua con sostanze nutritive dissolte come fonte di nutrizione indispensabile per la crescita. L’acqua viene assorbita dalle radici e portata alle foglie dove, durante la fotosintesi, assieme all’energia della luce solare partecipa in certe reazioni chimiche, in cui vengono prodotti il glucosio, le proteine e altri elementi che costituiscono le nuove cellule. Vediamo come accade.
A cosa serve l’umidità d’aria
L’umidità d’aria sufficientemente alta è indispensabile per la crescita di orchidee: solo grazie a lei avviene la “respirazione” di queste meravigliose piante. Ogni foglia ospita migliaia di piccoli pori (come la pelle umana), adibiti allo scambio di gas. Quelli che si trovano sulla parte inferiore della foglia assorbono l’aria e l’umidità, quelli sulla parte superiore le espellono. Adesso guardiamo cosa succede con l’umidità d’aria troppo bassa.
Catasetum tenebrosum
La Catasetum tenebrosum è nota per il raro colore dei suoi fiori: è talmente scuro che sembra quasi nero. È una specie originaria del Perù, Ecuador, Venezuela e Colombia. Il suo habitat naturale sono i boschi lungo i fiumi, dove cresce come epifita sugli alberi, oppure come litofita sulle rocce, in entrambi i casi abbastanza esposta al sole. Le altitudini tipiche sono di 500-1800 metri. Questa Catasetum è di dimensioni medie, le foglie arrivano a 35cm in lunghezza. Come tutte le specie di questo genere, è decidua.
Il genere Catasetum
Classificazione
Famiglia: Orchidaceae Sottofamiglia: Epidendroideae Tribù: Cymbidieae Sottotribù: Catasetinae Genere: Catasetum (Ctsm.)
Descrizione
Il genere Catasetum attualmente raggruppa 166 specie provenienti dal Sud America (Brazile, Bolivia, Perù, Ecuador, Venezuela, Colombia). Le Catasetum sono le orchidee epifite, simpodiali, decidue, di dimensioni imponenti, con stupende fioriture. I loro pseudobulbi sono alti e abbastanza larghi, come forma assomigliano ad una carota a testa in giù. Le Catasetum sono famose in coltivazione, in particolare perché i loro fiori sono unisessuali: a seconda delle condizioni vengono sviluppati i fiori maschili o femminili. Molto raramente i fiori maschili e femminili possono svilupparsi sulla stessa pianta, di solito le infiorescenze sono omogenee.
Kefersteinia graminea
La Kefersteinia graminea è originaria dei boschi montani in Brasile, Colombia, Ecuador e Venezuela. È una specie simpodiale di medie dimensioni, le foglie hanno 15-28 cm in lunghezza, mentre i fiori sono classici, come in quasi tutte le Kefersteinie: circa 4 cm in diametro. Cresce in zone pre-montane e montane, ad un’altitudine di 1000-1800 metri, per cui preferisce le temperature intermedie.
Kefersteinia mystacina
Questa specie con un fiore molto particolare proviene dai boschi umidi pre-montani e montani in Colombia, Perù, Panama ed Ecuador, dove cresce come epifita in basso sugli alberi ad un’altitudine di 100-1400 metri. Come tutte le Kefersteinie, è una specie di crescita simpodiale, ma non possiede gli pseudobulbi: al posto loro ci sono le rosette di foglie disposte “a ventaglio”. Questo tipo di struttura è dovuto al fatto che gli pseudobulbi servono per accumulare acqua e sostanze nutritive; le Kefersteinie invece provengono da ambienti molto stabili, con umidità d’aria sempre costante e acqua disponibile, dove non c’è bisogno di nessun accumulo.
È un’orchidea abbastanza piccola. Le foglie arrivano a 12-14 cm in lunghezza, i fiori sono circa 4 cm in diametro.
Kefersteinia tolimensis
La Kefersteinia tolimensis è originaria dello stato di Tolima (da dove deriva il suo nome – tolimensis) in Colombia, ma si trova anche in Venezuela e in Ecuador. Il suo habitat naturale sono i boschi montani umidi, dove cresce in basso sugli alberi ad un’altitudine di 1300-2100 metri. È una specie a crescita simpodiale, ma non possiede gli pseudobulbi: al loro posto sono presenti le rosette di foglie lunghe 10-18 cm, disposte “a ventaglio”. Questa particolarità è dovuta al fatto che l’orchidea proviene da un clima molto stabile e umido, e quindi non ha bisogno di accumulare acqua e sostanze nutritive, visto che sono sempre disponibili.
Di cosa è composta un’orchidea
Le orchidee sono composte da:
– radici;
– fusto con foglie;
– fiori.
Tutti questi elementi sono indispensabili per la crescita e riproduzione di orchidee, e tutti hanno le loro particolarità in paragone con quelli di altre piante, grazie ad un incredibile meccanismo di adattamento che hanno le orchidee.
Le radici
A seconda del substrato sul quale crescono, le orchidee si suddividono in quattro gruppi:
– orchidee epifite: crescono sugli alberi. Le loro radici si appiccicano alla corteccia (ma non ci entrano dentro, le orchidee non sono piante parassite e non si nutrono degli alberi su quali crescono!) e le danno sostegno,
– orchidee litofite: crescono sulle rocce. Sono uguali al gruppo precedente, ma al posto di alberi hanno rocce e sassi,
– orchidee semi-terrestri: crescono sui detriti organici (foglie e rami caduti, erba secca, etc)
– orchidee terrestri: crescono nella terra.
Le radici di orchidee epifite / litofite sono molto diverse da quelle di orchidee semi-terrestri / terrestri. Sono composte da cinque strati, come si vede nella foto.
1. Velamen. È uno strato superficiale permeabile, che permette alla pianta di assorbire l’acqua sia dall’atmosfera, sia dal contatto diretto con le gocce. È composto da cellule morte e vuote, e la sua funzione assomiglia a quella di una spugna: al contatto con l’umidità le membrane delle sue cellule si gonfiano e assorbono l’acqua, che poi fanno passare tramite i capillari verso gli strati interni della radice. Lo spessore del velamen dipende dalla specie: in alcune può arrivare a 17-19 cellule, in altre è molto sottile, 3-6 cellule.
2. Esoderma. Ha due tipi di cellule: lunghe e corte. Quelle corte fanno passare l’acqua all’interno.
3. Corteccia. La corteccia radicale di orchidee epifite / litofite contiene i cloroplasti che conducono la fotosintesi. Quando la radice, se umida, assume la colorazione verde, è perché i cloroplasti cominciano ad intravedersi.
4. Endoderma. È uno strato costituito da cellule con proprietà impermeabili, responsabile del controllo di sostanze e fluidi che entrano nel cilindro centrale. È indispensabile per evitare che il sistema di conduzione venga invaso da liquidi eccessivi o non appropriati.
5. Cilindro centrale. Porta sostanze nutritive alle foglie e fiori.
Le radici di orchidee semi-terrestri / terrestri sono caratterizzati da uno strato sottilissimo del velamen (1 cellula), dalla presenza dei peli radicali che assorbono l’acqua e i nutrimenti dal substrato, e dall’assenza dei cloroplasti all’interno della radice (quindi non conducono la fotosintesi).
Le foglie
A seconda del tipo di crescita del fusto, un’orchidea può essere:
– monopodiale: ha il fusto centrale, dal cui apice crescono durante tutta la loro vita. Le foglie si formano alternativamente su entrambi i lati del fusto. Questo tipo di crescita è tipico delle Phalaenopsis, le Vande, le Aerangis, ecc,
– simpodiale: il suo ciclo vegetale consiste nella formazione di vegetazione nuova dalla base di quella precedente. I getti nuovi, che si chiamano pseudobulbi, maturano, fioriscono e poi danno vita ai nuovi getti generandoli dalla propria base. Le Dendrobium, le Paphiopedilum, le Masdevallie, ecc., crescono in questo modo.
Mentre tante specie di orchidee sono piante sempreverdi, alcune sono decidue, ed ogni autunno perdono le foglie. È importante sapere che tipo di sviluppo e di ciclo vegetale hanno le specie del nostro interesse, per poter giudicare bene sul benessere delle piante.
I fiori
I fiori di orchidee sono gli organi centrali di riproduzione: dopo l’impollinazione si trasformano in capsule piene di semi, che si aprono appena raggiunte la maturità. Sulla foto si può vedere di cosa è composto un fiore di orchidea.
Naturalmente, con più di 30000 specie di orchidee, c’è una grande variazione per quanto riguarda le forme e le dimensioni dei fiori; ma gli elementi dei fiori sono sempre quelli: può solo variare il loro numero, la loro forma e la loro posizione.
Laelia tenebrosa
È una specie brasiliana, ormai estinta (o quasi) in natura; continua ad esistere solo grazie ai collezionisti e ai coltivatori. Proveniva dal territorio del sud dello stato di Bahia al nord dello stato di Espìrito Santo; negli anni 90 il territorio dove si riusciva a vederla era già ridotto soltanto alla parte meridionale di Espìrito Santo. Il suo habitat naturale erano le foreste dense tropicali, dove lei cresceva sugli alberi alti quasi esposta a pieno sole.
La Laelia tenebrosa non è di facile coltivazione, ma seguendo alcune regole si può ottenere successo con questa affascinante specie.




