Bagnatura orchidee: quando e come

IMG_7452 Le orchidee sono piante molto speciali, e non solo grazie alle loro fioriture stupende. Necessitano anche di attenzioni più particolari al confronto con altre piante che si trovano all’interno delle nostre case. La bagnatura corretta è una cosa vitale per la salute e il benessere delle nostre orchidee, e in questo articolo parleremo come effettuarla nel modo giusto.

La prima cosa che dobbiamo capire è quando è arrivato il momento giusto per bagnare la pianta. Per identificarlo bisogna valutare le condizioni del substrato e delle radici. La maggior parte delle orchidee si bagnano quando il substrato si è asciugato bene ma non è ancora completamente asciutto. Lo si può sentire con un dito e vedere tramite le pareti trasparenti del vaso. Anche il colore delle radici può esserci d’aiuto: quando sono asciutte diventano più chiare di come sono da umide (come potete vedere nelle foto).

Radici bagnate Radici asciutte

Ricordiamo che le frequenze delle bagnature dipendono dalle stagioni e dalle temperature. Se fa caldo, l’orchidea si asciuga più velocemente, e in alcune settimane estive il momento della bagnatura può già arrivare 3 giorni dopo la bagnatura precedente, mentre in inverno alle volte una settimana basta appena al substrato di asciugarsi. Anche il substrato fa la differenza: il bark, ad esempio, si asciuga più velocemente dello sfagno, e quindi può darsi che due orchidee coltivate in due substrati diversi dovranno essere bagnate in momenti differenti.

Quando il momento è arrivato, prepariamo l’acqua per la bagnatura. I fortunati residenti delle zone montuose, dove l’acqua che arriva dalla montagna è acida, possono tranquillamente bagnare le loro orchidee in bagno, sotto la doccia calda, utilizzando l’acqua di 35-40°C. Le piante annaffiate in questo modo saranno più robuste e cresceranno meglio. Tutti gli altri (me compresa) che non possono vantarsi di avere l’acqua delle sorgenti naturali, dovranno arrangiarsi con l’acqua piovana, osmotica oppure semplicemente quella delle bottiglie. La cosa principale è che l’acqua non contieni il calcare che rimane sulle radici e le foglie delle orchidee danneggiando la loro respirazione. Per accelerare l’assorbimento dell’acqua dalle radici, la portiamo a 35-40°C, e poi la mettiamo in un contenitore, dove immergiamo il vaso con la pianta nel modo che l’acqua lo copra tutto. Lasciamo lì la pianta per circa 10-15 minuti, dopodiché la togliamo, facciamo scolare bene l’acqua e rimettiamo l’orchidea al suo posto.

Occorre ricordare che questa procedura deve essere effettuata nella prima parte della giornata: così l’orchidea usufruisce dell’umidità e si asciuga un po’ prima della sera. Se invece la lasciamo fradicia d’acqua per la notte, rischia di sviluppare il marciume.

Se la vostra orchidea è coltivata a radice nuda, deve essere bagnata in modo diverso, utilizzando uno spruzzino. Si spruzza generosamente 1-3 volte al giorno (dipende dalla stagione e temperature), ma prima della sera. Se le dimensioni della pianta e della sua base d’appoggio lo permettono, nel periodo estivo le orchidee a radice nuda gradiscono anche le immersioni 1 volta alla settimana in un contenitore con l’acqua di 35-45 °C, dove sono lasciate navigare per 10-15 minuti. Le immersioni però non devono sostituire le spruzzature quotidiane ma servono come un extra per accontentare le nostre piante.

Tante specie di orchidee nel periodo invernale hanno un certo periodo di riposo. Durante questo periodo, insieme all’abbassamento di temperature, nel loro habitat naturale si riducono drasticamente anche le piogge, e le piante rallentano o fermano la loro crescita, mettendosi in una specie di ibernazione, senza la quale poi non potrebbero fiorire. Quindi è indispensabile replicare il periodo di riposo anche in coltivazione.  La frequenza delle bagnature in questo periodo è diversa da specie a specie, e di solito viene descritta nelle informazioni che riguardano ogni specie. Su questo blog troverete le informazioni dettagliate sulla presenza o l’assenza del periodo di riposo per le specie descritte, comprese le indicazioni sulle frequenze delle bagnature.

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Pubblicato il 6 marzo 2014, in Tecniche di coltivazione con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

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